Saggistica
| L'arte sacra nell'esperienza di fede | La Pedagosofia |
Arletti Annamaria – ISBN 88-8264-194-5
L’ARTE SACRA NELL’ESPERIENZA DI FEDE
Con il fascinoso titolo “L’arte sacra nell’esperienza di fede”, uno dei Testi più quotati di Annamaria Arletti, entriamo in un mondo in cui l’autrice elabora testimonianze di un disegno che ci fa capire il vero volto della Chiesa in un contesto teologico, ossia la vera cristianità lontana da surrogati espositivi che confondono l’uomo. Un testo che ha vinto il Primo Premio al Meeting per il Libro “Ischia:l’Isola dei sogni” 2001, al Maschio Angioino di Napoli, organizzato dall’U.A.O.C. Unione Artisti Operatori Culturali con l’Accademia Universale “Giosuè Carducci”.
Euro 9,30
Premio Ischia: l'Isola dei sogni Edizione 01 / 2000
1 Arletti Annamaria. -, 2 Pisani don Antonio. -, 3 Selvaggio Mirella. Sezione Narrativa. -, 1 Aita Anna. -, 2 Merialdi Stefano. -, 3 Civita Luigi ... |
STRALCI DAL LIBRO "L'ARTE SACRA NELL'ESPERIENZA DI FEDE".
INTRODUZIONE
Porsi dei problemi rientra nella comune attività umana; infatti solo l’uomo può riflettere e quindi avere dubbi, farsi domande, alle quali cerca di dare una risposta. È la vita stessa un problema da risolvere: vi sono dei dati, ma la procedura non è mai la stessa e bisogna affrontare gli imprevisti. Davanti ad un fatto nuovo si è sempre incerti, perché non si sa se si è di fronte alla verità o falsità, e il tormento che vive l’anima è segno della sua continua ricerca del Bene.
Quasi ad un secolo di distanza dalla loro nascita, i testimoni di Geova si fanno sentire un po’ dovunque, non tanto per l’adesione che suscitano nei proseliti, quanto per i mezzi di comunicazione che diffondono le notizie nel giro di poche ore.
Non è il contenuto che attira, ma è il nuovo contesto socio-economico e culturale che tende a muoversi verso tutto ciò che è novità.
Personalmente, questo movimento mi tocca molto da vicino in quanto il loro rifiuto delle immagini sacre, con l’accusa d’idolatria, m’interpella ogni volta che mi accingo a dipingere una immagine sacra. Il dialogare con l’immagine che dipingo è per me un atto liberatorio ed affettivo, ma…
…Oggi, pare che il nostro passato sia diventato già cosa da popolino o da antiquariato: così si chiudono chiese antiche, una volta affollate; non si restaurano quelle funzionanti; si mettono in deposito statue e dipinti malridotti, e, se è possibile, si rimpiazzano con cose simili, dove però manca tutta la simbologia iconica. Quando si costruiscono chiese nuove, l’architettura è semplice, si cerca di completare al più presto il lavoro, cercando di risparmiare tempo e denaro. Se questo è il motivo che spinge la chiesa ad agire così, la propaganda geovista, però, potrebbe far passare per verità teologica ciò che invece è esigenza ed espressione del tempo.
La Chiesa cattolica, poi, ha generato comunità di laici, nelle quali si fa un’interpretazione moderatamente letterale della Bibbia; con
non pochi fraintendimenti, fra cui quello sul culto delle immagini.
C’è poi da dire che, dato il nuovo contesto in cui si trova a vivere la chiesa, data la differenza psicologica delle razze, data la caratteristica propria di ogni vangelo, delle Lettere e degli Atti, queste comunità cattoliche laiche vivono nell’ignoranza che fa molti danni psicologici, specie nei soggetti più deboli: emarginanti, giovani, anziani.
…L’uomo non vuole voltarsi indietro per non costatare che in piena epoca moderna rimane ancora schiavo di istinti primitivi ed ha paura di se stesso; ha paura di cosa è successo nei lager: uomini degradati, umiliati, annullati dai loro simili. Quindi, l’umanità teme che a distanza di tempo, questo spazio di vita che stiamo vivendo oggi, un po’ più umano, sia solo un ricordo, mentre ci aspetta una fine tragica.
Nella storia non sono mancate sette apocalittiche, che vivendo ai limiti dell’ascesi, attendevano la fine imminente, ed oggi questo si ripete con i testimoni di Geova, che nell’attesa invitano i loro proseliti a vivere alla lettera i comandi divini, andando contro le leggi psicologiche e contro la storia.
La mia riflessione, la mia risposta ai testimoni di Geova, cammina su due linee diverse e convergenti. Seguendo la linea teologica, nella prima parte, voglio confermare il culto delle immagini, perché l’incarnazione ci apre alla vita stessa di Dio. E la chiesa, nella liturgia primitiva, nella tradizione e nel magistero, ha voluto questo culto. Seguendo la linea antropologica, nella seconda parte, voglio rilevare che l’immagine non vuol essere la costruzione di un idolo, ma è il riflesso del rapporto dell’uomo con il suo Dio; infatti l’attività espressiva è apertura al dialogo, è voglia di generare. In questa linea intendo analizzare quei brani che i testimoni di Geova usano per giustificare le loro tesi e cerco di approfondire i motivi psicologici che tengono ancora viva una interpretazione giudaizzante della Bibbia, cercando di cogliere somiglianze e differenze tra quel popolo e questo movimento. La conclusione vuole far emergere i motivi che sono alla base della crisi dell’immagine di Dio, che non per caso coincide con un periodo di crisi delle istituzioni, crisi di valori e diffusioni delle sette. Espongono, poi, il mio punto di vista sui risvolti affettivi del rifiuto delle immagini religiose da parte dei testimoni di Geova.
L’immagine può essere di aiuto per masse non ancora acculturate; ma va da sé che il problema non è tanto di immagine e produzione artistica quando di produzione e testimonianza cristiana.
PRIMA PARTE
1 Capitolo - ESPERIENZA RELIGIOSA E CLAN
LA DIMENSIONE RELIGIOSA DELL’UOMO.
Religione è una parola europea, che viene usata come termine generico comprendente certi interessi comuni a tutta l’umanità. Tra gli scrittori romani, Cicerone …
L’IDEA DI DIO NEI POPOLI PRIMITIVI.
Il nome di “Padre” tra i primitivi è il più frequente di tutti, risulta indipendente dai miti di creazione ed inteso piuttosto in senso morale.
CULTURA PATRIARCALE E RIVOLUZIONE.
Con l’introduzione dell’agricoltura cresce l’importanza del figlio nell’ambito della famiglia patriarcale. Possiamo dire che il tempo in cui il figlio era sottomesso al padre è tutto il tempo di Abele (pastorizia, vita nomade, vincoli di sangue); con Caino, invece, cresce l’importanza del figlio; questi si costruisce una città, si crea una famiglia, vive del lavoro dei campi, la sua vita è inviolabile, è libera. Ma questa libertà è pagata a caro prezzo…
RIVELAZIONE E SCRITTURA.
…Da quando Dio ha rivolto ad Adamo la prima parola-interrogazione : “Dove sei?”, la definizione biblica dell’uomo è in questa interrogazione. Il progetto biblico concerne l’uomo interpellato; l’economia biblica situa il Tu dell’uomo in faccia all'io di Dio, ma la domanda di Dio non è indizio di una gelosia, di un’aggressività, ma il segno dell’amore di Dio che ha bisogno dell’uomo per costruire la sua opera. Man mano, però, che l’alleanza si approfondisce, assumendo come simbolo l’amore coniugale, i due partner (Dio e Israele) si avviano verso un dialogo tra eguali, quindi più armonico, come dimostra il Cantico dei Cantici.
La Rivelazione non deve farci dimenticare la dimensione abissale della vita di Dio , Uno e Trino, che il popolo credente vive, ma in nessun modo può esaurire…
SCRITTURA E MAGISTERO
“Oggi si preferisce chiamare esegesi quell’analisi del testo scritturistico destinata a scoprire ciò che l’autore voleva dire ai suoi contemporanei, ed ermeneutica ciò che il medesimo testo dice a noi oggi in un contesto diverso e in un linguaggio comprensibile all’uomo moderno”…
LA MISSIONE DELLA CHIESA
“La missione della Chiesa si svolge oggi entro nuovi scenari culturali, sociali e politici, che, se presentano opportunità positive per la diffusione del messaggio evangelico, come la caduta di alcune ideologie apertamente contrarie alla fede cristiana e l’acquisizione della libertà religiosa in Paesi che ne erano privi, suscitano però anche nuove gravi sfide”…
2 Capitolo - CONFLITTUALITA’UMANA E LIBERAZIONE
L’UOMO AD IMMAGINE DI DIO.
“La struttura del libro del Genesi è intimamente legata con la teologia predicata dal redattore”. Egli tessendo la storia popolare dagli inizi dell’umanità alla fine del periodo dei Patriarchi vuol far vedere la via negativa battuta dagli uomini che si allontanarono da Dio e quella positiva dei capostipiti ebrei che vollero riavvicinarsi a lui…
L’ACCOGLIENZA DELLA VITA.
Dal momento che l’immagine dell’abisso acquoso la trovo sia nella creazione che nel racconto del diluvio, io considero questa preistoria della salvezza come la storia dell’accoglienza della vita da parte dei genitori: lo stesso grembo materno è vita per un fratello ed è morte per un altro, le stesse mani paterne benedicono l’uno e maledicono l’altro…
ISRAELE E I POPOLI IDOLATRI.
I documenti antichi e gli scavi testimoniano la vasta diffusione del culto degli idoli e delle immagini presso i popoli antichi. In Israele, invece, c’è la proibizione assoluta del culto delle immagini, che era però, minacciata costantemente dall’influenza pagana delle popolazioni circostanti. I nomi di idoli più ricorrenti nella Bibbia sono: Baal, Maloch, Balaam, Astarte, Nabue, Bel, Chuon…
RIVELAZIONE E RELAZIONI.
Nella preistoria della salvezza, la mia attenzione è stata rivolta ai sentimenti dei genitori nei confronti della vita dei figli. Ho poi presentato il serpente (la sapienza umana) come colui che ha contraffatto la vera immagine della paternità.
Quindi il primo peccato di idolatria è quello dei genitori in quanto si sostituiscono a Dio…
ALLA RICERCA DI UNA IDENTITA’.
Con la figura di Mosè si è al vertice nella scala delle reazioni nei riguardi dell’autorità. Ciò significa che chi non vuol conoscere la sua origine, ma tende ai vertici della società, ben presto si troverà nella polvere del deserto, senza amici e identità. Ma l’uomo non è solo polvere, ma è anche tempio di Dio, quindi non è possibile annullare un essere umano quando questi crede nella vita; così, proprio lì nel deserto, nella sua debolezza di uomo, Mosè poté sentire tutta la presenza e la potenza di Dio…
AUTORITA’ E LIBERTA’ IN CRISTO.
È evidente come la libertà quando è travisata genera conflitti. Essa si trasforma in autorità spietata ed alimenta la sete di libertà. La storia ci ha dimostrato che la rivolta, figlia dell’oppressione, ha portato al potere altri oppressori. Cristo riunisce e armonizza le due dimensioni dell’autorità e della libertà; egli bloccando la catena della libertà travisata esprime grazia e libertà interiore che erano mancati ad Adamo ed Eva…
IL FIGLIO DI DIO E LA SOCIETA’.
Spesso Gesù parlava delle caratteristiche del figlio di Dio: chi mette Dio al primo posto e non si piega davanti alle potenze di questo mondo. Nella storia della Chiesa non sono mancati così esemplari di questa figliolanza. L’esempio più chiaro è quello di San Francesco: quando lasciava i vestiti al padre terreno i presenti si scandalizzarono; in effetti con i vestiti egli si era spogliato di quell’autorità terrena, e si sottometteva in piena libertà e gioia a quella divina…
3 Capitolo - IL CRISTIANESIMO E IL CULTO DELLE IMMAGINI
GIUDAISMO E SUO SUPERAMENTO.
Da una prima riflessione sul Vecchio Testamento, si possono evidenziare i caratteri della vera adorazione: solo Dio doveva essere adorato (Es. 34,14) e l’adorazione deve essere fatta in spirito e verità: queste caratteristiche raggiungono il pieno sviluppo nel Nuovo Testamento…
IL MESSAGGIO CRISTIANO.
“Le proibizioni che vietano gli idoli scavano la distanza paterna e fanno posto all’icona dell’assoluto”. Ma l’unione tra il Figlio unico che rivela il Padre e il Dio invisibile è tale, che il Figlio appaga l’attesa dell’uomo, infatti nel volto di Gesù appare, inseparabile, quello del Padre (Gv 10,30)…
L’INCARNAZIONE E L’ICONA.
Oltre ad immagini, creazioni umane, la Chiesa ha accettato e venerato nella tradizione anche immagini non fatte da mano d’uomo. Queste sono l’icona di Edessa, riportata da Evagrio nella sua Storia ecclesiastica verso il 600 che attribuisce allo stesso Gesù una sua immagine fissata su un panno che venne attestata anche da papi, imperatori e concili, come riporta l’opera “Il fascetto di Mirra”, dedicato da Monsignor Pasquale Musto al principe D. Pietrantonio Sanseverino nel 1859…
L’EPOCA COSTANTINIANA.
A partire dal 4° secolo, l’iconografia conosce uno sviluppo notevole che si arresterà nel corso dei secoli per vari motivi.
Il 4° secolo è l’epoca in cui si aprono ai cristiani i luoghi imperiali, per il riconoscimento del cristianesimo a religione di Stato, da parte di Costantino e poi di Teodosio…
ICONOGRAFIA ED ICONOCLASTIA.
In Occidente quando si arriva al gotico, la pittura bizantina contemporanea fa l’effetto di un ricordo di altri tempi. Certamente la rinascita carolingia è in certa misura ostile a Bisanzio quando attacca il Concilio di Nicea del 787 sul culto delle immagini durante i Concili di Francoforte nel 794 e di Parigi nell’825, ma mentre le chiese lottano per motivi molto più profondi e non sempre teologici, i pittori cercano di imitare l'arte bizantina che in qualche modo affascinava per la sua maestà, eleganza misteriosità…
VERSO LO SCISMA
Intanto in Occidente i papi compresero che, politicamente, la lotta iconoclasta, unita alle questioni dell’impero bizantino con l’Islam, li privava dell’appoggio degli imperatori d’Oriente.
Questo spingeva il vescovo di Roma a volgersi verso i Franchi. Ne risultò un’alleanza tra il papa Stefano I e Pipino il Breve nel 754, alleanza che si concluderà con la restaurazione dell’impero di Occidente e l’incoronazione di Carlo Magno da parte del papa Leone III nell’800. Così l’incrinatura Oriente –Occidente andrà sempre crescendo.
Paradossalmente, dopo l’accanimento che i patriarchi avevano messo a difendere le icone si aprì un nuovo periodo che ne relativizzò il culto…
LA CHIESA E L’ARTE.
La spiegazione della decadenza dell’arte sacra occidentale trova una delle sue cause nell’avvenimento del grande scisma che allontanò le chiese una dall’altra. Quando poi per impulso fioriscono tutte le arti nel Rinascimento, anche se alcuni papi abbellirono le basiliche a tal punto da fare concorrenza ai principi, in generale ci fu un’avversione per tutto quanto avveniva dal mondo profano, perché si era emancipato dal potere clericale…
SECONDA PARTE
1 Capitolo - DALL’AUTORITA’ ALLA LIBERTA’
EVOLUZIONE ED ESTETICA.
Come Herbert Read ha una volta sottolineato, l’impulso estetico fu il prodotto necessario della coscienza che mano a mano si evolveva.
Proprio come in un individuo lo sviluppo dell’intelligenza si accompagnava ad un senso di armonia e di integrazione che richiede un soddisfacimento estetico, altrettanto può essere avvenuto nel corso dell’evoluzione dell’homo sapiens…
TRA TABU’ E DIVIETI.
Non tutti i popoli, però, accentuarono la dimensione artistica, alcuni di questi, chiusi nella rigida educazione patriarcale, rimasero interdetti allo slancio artistico. Infatti, per creare bisogna sentirsi aperti alla vita, perché l’artista dà vita ad una creatura; difficilmente un ebreo, vissuto in un regime autoritario, poteva aprirsi alla vita e generare un’opera, mettendosi sulla scia di Dio…
PRIVAZIONE E GENIALITA’.
L’esperienza non positiva e non gratificante dell’affetto paterno, nei primi anni della vita, il più delle volte porta alcune persone, anche geniali, a non interiorizzare l’immagine paterna e piuttosto a rimuoverla ed idealizzarla, porterò alcuni esempi:
Lucien Febvre presenta nel suo libro un quadro doloroso dell’infanzia di Lutero, priva di amore. Il padre era duro con lui e la madre era esaurita e riempiva la mente del figlio di paurose superstizioni. Fattosi agostiniano, per vent’anni vive una rigida disciplina che rifletteva l’idea di un Dio terribile sia in teologia che nell’arte…
LA CULTURA DELLA RAZZA.
La storia ci dimostra come gli ebrei hanno dovuto lottare per avere una propria libertà, che non gli veniva riconosciuta, nel mondo di allora l’ebreo era ritenuto un traditore. Questa diffidenza nei loro confronti rendeva difficile il loro inserimento nella società e ciò influiva sulla loro vita privata…
LA CONCEZIONE DELL’UOMO NELL’ARTE.
Come amante del “Bello” posso affermare che fin quando ci saranno artisti, sulla terra si manterrà alta la concezione di uomo ad immagine di Dio; essi esprimeranno la loro fede non con parole, ma con l’immediata verità, come traspare da un volto sereno, luminoso e dignitoso, raffigurato nelle loro opere. Chi rifiuterà e combatterà l’immagine sacra romperà lo specchio della verità e distaccherà l’uomo da Cristo, così come nel passato chi rifiutava l’incarnazione distaccava Dio dall’uomo…
2 Capitolo - UNA VIA TRA L’UMANO E IL DIVINO
LA RELIGIOSITA’ NELL’ARTE PITTORICA.
L’immagine sacra, pur rimanendo una creazione umana, trascende i confini dell’umano e diventa una lode a Dio in quanto ne esalta la santità, la sapienza, l’amore e la bellezza.
Nell’immagine sacra si può scorgere il dialogo che c’è stato tra Dio e l’artista, cosa si sono detti, cosa ha cercato l’uomo e cosa gli ha donato Dio; per questo respingo le opinioni dei testimoni di Geova che considerano l’immagine sacra un idolo; d’altro canto la Chiesa ha sempre esaltato l’arte che considerava teologia del popolo…
IL SACRO
R. Otto si è preoccupato di mostrare come il sentimento del sacro non sia una vaga emozione o una sorta di brivido di fronte all’inedito, ma apertura alla percezione del sacro come presenza attivamente operante nel mondo, presenta sentita come decisiva per l’esistenza dell’uomo e per la decifrazione del reale...
L’ESPERIENZA DELL’ARTISTA.
Secondo Schonberg, in un certo senso l’esperienza dell’artista è sempre come provarsi a scrivere i Dieci Comandamenti: è il tentativo irrinunciabile e sempre nuovo di rappresentare l’irrappresentabile. L’esperienza dell’artista è, sempre, però, anche come realizzare il gesto liturgico della preghiera: il gesto simbolico della relazione con Dio che si attua necessariamente in una postura, tramite parole, con sguardi, quindi, nella forma di una rappresentazione…
LA COMUNICAZIONE ESTETICA.
Si è spesso sostenuto che la percezione di un’opera d’arte non richiedesse una preparazione specifica nell’individuo, ma fosse sufficiente aprire il proprio spirito davanti ad essa e la comunicazione si sarebbe instaurata a secondo della sensibilità e della percezione soggettiva dell’uomo. È invece necessaria una preparazione per poter comprendere una chiave di accesso unita a una capacità percettiva che non sono subito pronte, ma variano da persona a persona…
IL SIMBOLO DI UNA PRESENZA.
Come scienza che avvalora le conquiste dello spirito e alimenta la poesia, l’arte e la liturgia, la Teologia dell’icona ha il suo fondamento sia nella filosofia della Trascendenza che riconduce il sensibile alle sue radici divine, sia nella Bibbia, nella creazione dell’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio. E se l’Antico Testamento vietava il culto delle immagini nel timore dell’idolatria che metteva in pericolo il culto del Dio Unico e Indivisibile, il Nuovo Testamento in Cristo rivela il Volto di Dio e il suo desiderio di fare dell’umanità una Teofania, luogo e icona della sua Presenza…
TESTO E CONTESTO BIBLICO.
La Bibbia parla più di una volta di proibizione di statue ed immagini, ma non nel senso in cui la spiegano i Testimoni di Geova. Nel pentateuco, i testi sulle immagini e le statue hanno un contesto loro proprio, miravano a preservare, pura da infiltrazioni pagane, la religione di Israele e la sua fede nell’unico Dio Jahweh. I principali testi sono Esodo 20,2-5; Levitico 19,4; Numeri 33,51-52; Deuteronomio 4,15-19; 25-26; 27,14-15…
L’IDEA DEL BELLO.
Dal punto di vista filosofico, l’arte rientra nell’idea del Bello che non tutti considerano una proprietà trascendente dell’essere. L’arte è un campo in cui la bellezza ha la sua particolare manifestazione: è anche quella che ci rivela come l’uomo percepisce la bellezza della natura, è la testimonianza più perfetta del fatto che l’uomo intuisce la bellezza, perché quando l’uomo ha un intuizione particolarmente viva della bellezza, egli la esprime anche in opera d’arte. “In realtà quello che si ha chiaro in mente si sa anche esprimere… non si sa”…
3 Capitolo - TESTIMONI DI GEOVA: PROBLEMI APERTI
L’AMBIENTE MILLENARISTA.
I Testimoni di Geova non sembrano interessati né ad aprire i loro archivi agli studiosi né a mettere in circolazione essi stessi opere di taglio scientifico sulla loro storia.
Oggi ci sono ristampe delle prime annate della rivista ufficiale dei Testimoni, la Torre di Guardia e di quasi tutte le opere del fondatore del movimento, Charles Taze Russel: questi scritti, da decenni non più diffusi dai Testimoni di Geova, vengono ristampati da alcune organizzazioni scismatiche; esse rimproverano all’attuale dirigenza di aver tradito l’insegnamento originario del pastore Russel…
C. T. RUSSEL E GLI STUDENTI BIBLICI
Nel 1868 in una sala di Allegheny, un sobborgo di Pittsburgh in Pensylvania, dove predicava il cristiano – avventista Jonas Wendell annunciando il 1874 entrò (sembra per caso) un sedicenne tormentato da dubbi di fede. Era Charles Taze Russel, figlio di un ricco commerciante di tessuti, nato nel 1852 e destinato a essere convinto da Wendel fino a fondare un gruppo di studio per approfondire la tesi cristiano – avventista. È da qui che comincia propriamente la storia dei Testimoni di Geova…
J. F. RUTHERFORD E I TESTIMONI DI GEOVA.
Il successore di Russel, l’avvocato Joseph Franklin Rutherford, si trovò di fronte a gravissimi problemi, ma fin dall’inizio mostrò una grande energia. Egli diede risposte chiare sulla delusione del 1914 e annunciò nuove date per la fine del mondo mediante una propaganda a livello mondiale...
LA DOTTRINA
La Dottrina dei Testimoni di Geova di rado è presentata in maniera sistematica, ma contiene gli stessi temi presenti in ogni religione: Dio, il profeta, l’uomo, l’istituzione, il destino dell’uomo, la fine del mondo, la morale.
Nella Chiesa Cattolica non mancano persone che lavorano incessantemente per confutare le false dottrine dei Testimoni di Geova, sono sorte anche organizzazioni che si prefiggono come scopo di fornire informazioni, a chiunque lo richieda, sulle Sette e Movimenti, come il GRIS a Bologna…
IDEOLOGIA E LOOK.
L’ideologia che sostiene questo movimento è il potere economico, e, per mantenere le loro posizioni autorevoli, i Testimoni di Geova continuano a vivere nella contraddizione continua e consapevole. Quindi dal punto di vista psicologico non sono delle persone indipendenti ed hanno un loro look che li distingue dagli altri…
L’INTERVISTA.
Oggi non manca una letteratura che ci informa sulla storia e sulla crescita dei Testimoni di Geova, mentre manca un’analisi accurata dei motivi profondi che spingono le persone ad aderire a questo movimento.
Ciò che si dice dei Testimoni di Geova è che sono tenaci, ma da dove scaturisce tutta questa forza? …
…I Testimoni di Geova non accettano confronti; solo loro posseggono la verità; infatti quando ho citato loro il passo biblico Mc 12,34 in cui Gesù dice ad uno scriba “non sei lontano dal Regno di Dio” (quindi quello scriba era vicino alla verità; e anche in altri popoli prima di Cristo si trovano la verità e il senso di giustizia), a quel punto, non avendo niente per contraddirmi, hanno risposto che a quei popoli essi portano la “forma” perché è importante. Notavo le continue contraddizioni nella loro difesa, perché la forma sarebbe, rispetto alla verità (Bibbia) una sovrastruttura, come loro considerano la Chiesa e che condannano; poi ogni popolo che ha fatto esperienza di Dio ha usato forme legate alla propria cultura; il guaio è che si vogliono imporre queste forme.
La loro intolleranza dimostra un desiderio di pianificare il mondo, di soffocare ciò che distingue gli uomini tra di loro; ciò che salvano è l’arte, ma solo, a mio avviso, per diffondere la cultura geovista.
Non vogliono ricevere estranei per non turbare i presenti nelle loro sale, infatti chi andrebbe da loro darebbe l’impressione di mettere in dubbio la congregazione, perché porrebbe delle domande che interpellerebbe la coscienza di ogni singolo “chi sei”; invece essi amano dire “noi siamo”…
UN CONFRONTO CON GLI EBREI.
Dopo aver affrontato il discorso sulle somiglianze ora voglio dire brevemente quali sono le differenze che sono emerse da questa intervista: gli ebrei sono un popolo, quindi sono coerenti col contesto storico, infatti sono legati tra loro dalla terra, dal sangue, dalla promessa di un liberatore, dalla storia; nei profeti emerge la loro considerazione del peccato (Isaia 6,5); nella vita quotidiana non badavano molto al vestimento; come popolo cercava di stare unito nella propria terra, per cui la diaspora era per loro un castigo; hanno fatto esperienza sensibile di Dio (Mosè parla di tuoni e fulmini, Elia parla di un venticello) e tutta la vita era sacra; l’unica parola di Dio assumeva varie forme e varie funzioni: pedagogica, legislativa, liturgica, profetica, poetica…
BIBLICISMO E SOGGETTIVISMO: MOTIVI.
I motivi che tengono ancora in vita un’interpretazione giudaizzante della Bibbia è da ricercarsi a tre livelli:
A livello personale c’è l’ignoranza, l’indifferenza e la presunzione. Ignoranza perché non ci si accosta alla Bibbia con un’adeguata preparazione culturale; l’indifferenza perché davanti alla confusione non si tenta di approfondire la propria confessione religiosa; la presunzione perché si pensa di saperne quanto basta e che la propria confessione detiene la verità assoluta…
CONCLUSIONE
Dopo aver trattato, nei vari capitoli, i temi connessi alla proibizione del culto delle immagini di aver rilevato le differenze e le somiglianze tra il popolo ebreo e il movimento dei Testimoni di Geova, voglio concludere evidenziando alcune realtà che oggi sono quanto mai significative per il discorso delle Sette.
Nella storia , le Sette sono sorte quando nella Chiesa alcune dottrine sono degenerate e, per condannare questi abusi, si accentuarono certi valori a scapito di altri.
…L’uomo è bisognoso di affetto; quindi non si può eliminare il sensibile dalla sua vita, anzi egli sopravvive nell’ambiente grazie ai sensi i quali non sono solo quegli esterni ma anche quelli interni che gustano cose spirituali e legano l’uomo ad ogni uomo e alla divinità. Gli uomini sono tante cellule nella macrocellula che è l’universo ; quindi l’uomo assorbe dal mondo ciò che è positivo e si dilata, e si ritira in se stesso quando ciò che lo tocca è negativo. Non dico con questo che la religione sia tutta sensibilità, anzi la vita interiore è ancora un mistero sia per la scienza che per la teologia; infatti Dio ha tante vie per rendere l’uomo degno della sua immagine. Dio agisce in tanti modi, bisogna solo leggere gli eventi da una diversa angolatura: persone impegnate nella società e persone che hanno dato la vita per la Giustizia, questi uomini presentano continuamente l’immagine di Dio che nessuna Setta può profanare…
…I Testimoni di Geova non riconoscono la Tradizione né il Magistero, ma solo la Scrittura; ciò che li distingue è la loro organizzazione; essi portano avanti una predicazione a tappeto; hanno una vasta rete tipografica e usano ogni mezzo di comunicazione. Non voglio discutere sui motivi personali del loro impegno bensì l’insieme che è così ben congegnato da lasciare perplessi un po’ tutti.
Io penso che la Chiesa Cattolica debba conoscere di più i suoi fedeli e guardare anche a ciò che si sviluppa intorno a sé. Dico questo non perché ci sia un affievolimento dello Spirito o perché manchi una struttura, ma perché i mass-media stanno facendo concorrenza allo Spirito Santo: superano ogni barriera, entrano in ogni casa e convincono con la loro voce e i loro bagliori…





