Annamaria Arletti
"Creativi al bivio"
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Otto dipinti dal saggio "Nulla ti soddisfa"

1. La Resurrezione di Lazzaro

In questo dipinto il soggetto centrale è costituito da due blocchi di personaggi; il primo è composto da  Gesù e i  discepoli e  il secondo da Lazzaro con i sostenitori.
Il comando di Cristo "Vieni fuori" è fatto proprio dai due personaggi che aiutano Lazzaro a restare in piedi, altrimenti sarebbe caduto,   così bendato. Tese sull'orizzonte vi sono due mani che insieme,  elevate sulle teste delle due sorelle di Lazzaro, una ordina  la vita, l'altra testimonia la fonte della vita, esplicitando che chi può dare la vita ne è anche la fonte.
Le due donne ai piedi di Cristo, pur  richiamando la  gratitudine umana, sono  il simbolo della Chiesa: Istituzione l'una e Carismatica l'altra, che entrambe  sottostanno ad una verità che viene dall'alto: la Chiesa può dare la fede soltanto se su di  Lei vi è la mano di Dio,  che dispensa doni, quindi,  sinergia di carismi e istituzione.  La Chiesa, comunque, è sempre  una visione provvisoria del  regno di Dio, perché la realtà della vita avviene sopra di lei, una realtà (nel caso di  Lazzaro risorto)  rappresentata  sullo sfondo di un paesaggio, che offre lo spunto per riflettere sulla relazione che c'è tra la terra e il  Cielo. Nelle  vicende dalla Chiesa vi è sempre un’azione umana, temporale,  mista a quella dello Spirito Santo,  divina, pertanto  bisogna saper discernere e comprendere  complessivamente la Storia della Chiesa.

2. La Deposizione

 Si nota un solo grande blocco, che si è modellato alla posizione del corpo inerte di Cristo. I colori più evidenti sono quelli della Madre di Cristo e dei due personaggi terminali al blocco, dando risalto al corpo, alla testa e ai piedi di Gesù. Il corpo,  per intero disteso su Maria, simboleggia  che Maria, come la Chiesa, offre sostanzialmente il corpo di Cristo, mentre la testa e i piedi, che fuoriescono dalla figura di Maria, è la presenza di Cristo nel mondo, al di là della Chiesa istituzione. È vero che il concetto di Corpo dice in  sé  il concetto di membra, le quali, insieme, formano un corpo-organismo, ma la testa e i piedi possono dire anche tutte quelle realtà  slegate, dove solo pensieri e dove solo azioni,  non  coordinate, sviliscono  lo sforzo di ogni Comunità, di ogni Stato, di ogni Religione o esperienza di società civile. Solo  Maria sostiene con sforzo il peso del corpo di suo Figlio, mentre  chi regge i  piedi e chi sorregge le spalle possono essere coloro che vivono la loro Fede in modo distaccato, passeggero, sentimentale o razionale, ma che comunque sono attratti dal Mistero.
 Cristo troverà sempre nel mondo un Giuseppe di Arimatea e una peccatrice che vogliono salvarsi e che cercano e trovano in lui, che sembra inerte o assente, la pace e la propria dignità. Le donne in piedi sono segno chi della sofferenza e chi dell’ indifferenza riguardo allo scorrere del tempo della Chiesa. I due ladroni sono la risposta a queste due diverse sensibilità  delle creature: uno diventerà il primo cittadino del Cielo, l'altro respingerà la misericordia divina.

3. La Trasfigurazione

In  questo dipinto  la realtà terrena, il paesaggio,   fa da supporto all'evento. Il paese  è ben delineato e  naturalistico, come ben delineato è la nube luminosa, per cui abbiamo due orizzonti: l'uno dato dal paesaggio terreno, l'altro, non terreno, fa da sfondo alla figura di Cristo. La sorgente di luce investe i discepoli,  per i quali  la terra risulta ai loro occhi avvolta dalle tenebre. Due  blocchi di personaggi, uno in orizzontale e l'altro in verticale, sono  segno di  un cammino ascetico, da parte dell'uomo, che   vive e apprezza anche le realtà terrene.

4. La gloria di don Giustino

E' la prospettiva   aerea a far da  sfondo alle realtà raffigurate, esprimendo il concetto di  comunione. Si sottolineano   la ricchezza di luce e i  colori sfumati, ma vi è anche qui un centro. La luce   centrale lascia intravedere un passaggio in verticale: è l'inizio della storia, molto movimentata, come dimostrano le molte traiettorie presenti nel dipinto e che lasciano pensare ad altrettante realtà simboleggiate.

5. L'incontro con la Maddalena

  

Il dipinto è semplice e  i colori sono essenzialmente due: bianco e rosso. Sono colori significativi, specie se riportati su uno sfondo neutro. Il senso dei colori segue quello dei movimenti delle braccia e dei piedi. La Maddalena, in rosso, è la fiamma che vuole lambire, con le braccia, la figura in  bianco. Gesù, invece, con le sue mani, indica libertà, purezza, dinamicità, spiritualità. Questo movimento di Gesù indica un voler sottrarsi a chi vuole solo contemplare il mistero e non far parte del mistero dell'amore. E' la purezza che genera e contempla l'amore e non viceversa.  Lo spirito di Cristo  lascia il fuoco della fede in un luogo e procede, per infiammare altri cuori: l'amore, generato dalla purezza,  non trattiene  nessuno, in quanto la fiducia nell'amore di Dio porta inequivocabilmente e necessariamente ad un annuncio sconvolgente.
Chi  annuncia la vita dello spirito  è umile e  convincente, come fu la Maddalena. Lei non avrebbe potuto convincere nessuno, con le sole parole, infatti la donna non era tenuta in conto dagli uomini del tempo "affar di donne" sarebbe stata, ma il suo sguardo, il suo attivarsi, il suo gioire,  mentre gli altri la giudicavano una  visionaria, convinse gli  apostoli  ad andare a vedere cosa era realmente successo al Sepolcro.

6. La resurrezione del figlio della vedova di Naim

 

La strada è tagliata dal gruppo dei personaggi:  una fermata da effettuare per assistere ad  un evento. Le persone che si sono fermate sono una donna e uno studioso. Chi fa parte   dell'evento sono i portatori della lettiga, il ragazzo resuscitato e sua madre.
Le persone in movimento sono quelle convinte e gioiose dell'accaduto, quelle ferme denunciano una difficoltà nell'intendere, anche si trovano sulla traiettoria di Gesù;  la  fede testimoniata si propaga a macchia d'olio: ora vedi, ma non capisci, un giorno capirai,  anche se  non ha visto.

7. L'Assunzione di  Maria


Il dipinto è sviluppato  in verticale e in orizzontale;   lascia molto spazio  al paesaggio, rimandando al  concetto di storicità dell'evento, perciò non ho privilegiato l'immagine gloriosa dell'Assunta, perché "l'assunzione" non sia intesa una verità solo teorica, discorsi di teologi e mistici, ma  una verità  di tutti, come vuole il nostro Credo. La gente semplice non capisce le parole complicate e le analogie, ma crede in ciò che è realmente accaduto, alla storia, e se non fosse così sarebbe  un ingannare.
La ricchezza del cielo e l'estensione della terra dimostrano che in tutti i tempi la resurrezione della carne deve considerarsi il baluardo della nostra speranza. Infatti, i primi martiri hanno ricevuto forza dalla reale fede nella resurrezione di Cristo, come dice anche San Paolo nella seconda lettera ai Corinti, 15,14. La fanciulla con i fiori, il vecchio e il giovane sono personaggi che simboleggiano la diversa sensibilità dell'uomo davanti al dogma dell'assunzione: ci può essere l'emozione e la semplicità di una fanciulla; ci può essere il curioso e ragionevole dubbio della ricerca scientifica, così come c'è la serena sapienza del vecchio, che va ad onorare colei che, pur creatura come lui, ha lasciato ai suoi simili una promessa di Vita. 

8. Il rapimento di San Paolo al terzo cielo

 
 
Il centro dell'opera non sono primariamente  i personaggi, ma lo sfondo, ricco di piani e rilievi. Le figure angeliche centrali e in primo piano si sforzano  di sollevare San  Paolo; l’azione fisica degli angeli conferma la reale percezione di ciò che   lui   racconta, negando ogni tipo di suggestione da parte dell'apostolo delle genti: la sua salute spirituale, la sua solida dottrina contraddicono ogni pensiero di debolezza umana. 
È condivisa da  vari studiosi  che Cristo abbia voluto iniziare la sua predicazione dai gentili, ossia dai non "chiamati", per  dire subito che quel    Messia, atteso da secoli dal popolo Ebraico, era realmente stato condannato da chi, invece, doveva riconoscerlo. Ucciso e risorto,  il figlio di Dio vuole iniziare la predicazione dai gentili, sconvolgendo il  modo di predicare degli Ebrei. Gli  Ebrei predicavano un Messia politico, quindi, una persona che doveva risolvere i problemi degli Ebrei, che stavano sempre alla ricerca di una terra per vivere. L’impero Romano, esteso in quell’epoca fino al mondo allora conosciuto,  si presentava, invece,  davvero una cassa di risonanza per il messaggio divino.
I  Pagani avevano un altro modo di  annunciare i grandi messaggi all'umanità; se usavano la spada per uccidere, per sterminare, per distruggere, gli stessi pagani, convinti dell' unica verità,  erano capaci di sterminare  ogni menzogna, anche mettendosi contro le loro famiglie, cosa che invece non avveniva con gli Ebrei. Per gli Ebrei  il racconto di padre in padre, se  da una parte aveva garantito una certa fedeltà rispetto al messaggio originario, dall’altra,  come si allontanava il grado di parentela tra i fratelli, ad esempio da  Isacco e Ismaele (oggi capostipiti chi degli  Ebrei e chi degli Arabi) si allontanava il sentimento paterno e  fraterno e lo scopo stesso della venuta del Messia sulla terra.
La  cecità di San Paolo, sulla via di Damasco, è stata da molti interpretata proprio come quella  nuova luce che lo muoveva dal di  dentro, riconoscendo  nel Crocifisso quel Messia che  i Profeti annunziavano.
La chiamata di Saulo ci conferma  che il vangelo di Cristo non sarà mai incatenato e se sarà messo sotto accusa saprà farsi valere;  si ricorda, infatti, come  San Paolo, messo alle strette, è costretto a difendersi davanti ai tribunali pagani.
Gli angeli che precedono San  Paolo verso il terzo cielo dimostrano la via aperta ad ogni uomo che si lascia toccare dai messaggeri di Dio.