Otto dipinti dal saggio "Nulla ti soddisfa"
1. La Resurrezione di Lazzaro
In questo dipinto il soggetto centrale è costituito da due blocchi di personaggi; il primo è composto da Gesù e i discepoli e il secondo da Lazzaro con i sostenitori.
Il comando di Cristo "Vieni fuori" è fatto proprio dai due personaggi che aiutano Lazzaro a restare in piedi, altrimenti sarebbe caduto, così bendato. Tese sull'orizzonte vi sono due mani che insieme, elevate sulle teste delle due sorelle di Lazzaro, una ordina la vita, l'altra testimonia la fonte della vita, esplicitando che chi può dare la vita ne è anche la fonte.
Le due donne ai piedi di Cristo, pur richiamando la gratitudine umana, sono il simbolo della Chiesa: Istituzione l'una e Carismatica l'altra, che entrambe sottostanno ad una verità che viene dall'alto: la Chiesa può dare la fede soltanto se su di Lei vi è la mano di Dio, che dispensa doni, quindi, sinergia di carismi e istituzione. La Chiesa, comunque, è sempre una visione provvisoria del regno di Dio, perché la realtà della vita avviene sopra di lei, una realtà (nel caso di Lazzaro risorto) rappresentata sullo sfondo di un paesaggio, che offre lo spunto per riflettere sulla relazione che c'è tra la terra e il Cielo. Nelle vicende dalla Chiesa vi è sempre un’azione umana, temporale, mista a quella dello Spirito Santo, divina, pertanto bisogna saper discernere e comprendere complessivamente la Storia della Chiesa.
2. La Deposizione
Si nota un solo grande blocco, che si è modellato alla posizione del corpo inerte di Cristo. I colori più evidenti sono quelli della Madre di Cristo e dei due personaggi terminali al blocco, dando risalto al corpo, alla testa e ai piedi di Gesù. Il corpo, per intero disteso su Maria, simboleggia che Maria, come la Chiesa, offre sostanzialmente il corpo di Cristo, mentre la testa e i piedi, che fuoriescono dalla figura di Maria, è la presenza di Cristo nel mondo, al di là della Chiesa istituzione. È vero che il concetto di Corpo dice in sé il concetto di membra, le quali, insieme, formano un corpo-organismo, ma la testa e i piedi possono dire anche tutte quelle realtà slegate, dove solo pensieri e dove solo azioni, non coordinate, sviliscono lo sforzo di ogni Comunità, di ogni Stato, di ogni Religione o esperienza di società civile. Solo Maria sostiene con sforzo il peso del corpo di suo Figlio, mentre chi regge i piedi e chi sorregge le spalle possono essere coloro che vivono la loro Fede in modo distaccato, passeggero, sentimentale o razionale, ma che comunque sono attratti dal Mistero.
Cristo troverà sempre nel mondo un Giuseppe di Arimatea e una peccatrice che vogliono salvarsi e che cercano e trovano in lui, che sembra inerte o assente, la pace e la propria dignità. Le donne in piedi sono segno chi della sofferenza e chi dell’ indifferenza riguardo allo scorrere del tempo della Chiesa. I due ladroni sono la risposta a queste due diverse sensibilità delle creature: uno diventerà il primo cittadino del Cielo, l'altro respingerà la misericordia divina.
3. La Trasfigurazione
In questo dipinto la realtà terrena, il paesaggio, fa da supporto all'evento. Il paese è ben delineato e naturalistico, come ben delineato è la nube luminosa, per cui abbiamo due orizzonti: l'uno dato dal paesaggio terreno, l'altro, non terreno, fa da sfondo alla figura di Cristo. La sorgente di luce investe i discepoli, per i quali la terra risulta ai loro occhi avvolta dalle tenebre. Due blocchi di personaggi, uno in orizzontale e l'altro in verticale, sono segno di un cammino ascetico, da parte dell'uomo, che vive e apprezza anche le realtà terrene.
4. La gloria di don Giustino
E' la prospettiva aerea a far da sfondo alle realtà raffigurate, esprimendo il concetto di comunione. Si sottolineano la ricchezza di luce e i colori sfumati, ma vi è anche qui un centro. La luce centrale lascia intravedere un passaggio in verticale: è l'inizio della storia, molto movimentata, come dimostrano le molte traiettorie presenti nel dipinto e che lasciano pensare ad altrettante realtà simboleggiate.
5. L'incontro con la Maddalena
Il dipinto è semplice e i colori sono essenzialmente due: bianco e rosso. Sono colori significativi, specie se riportati su uno sfondo neutro. Il senso dei colori segue quello dei movimenti delle braccia e dei piedi. La Maddalena, in rosso, è la fiamma che vuole lambire, con le braccia, la figura in bianco. Gesù, invece, con le sue mani, indica libertà, purezza, dinamicità, spiritualità. Questo movimento di Gesù indica un voler sottrarsi a chi vuole solo contemplare il mistero e non far parte del mistero dell'amore. E' la purezza che genera e contempla l'amore e non viceversa. Lo spirito di Cristo lascia il fuoco della fede in un luogo e procede, per infiammare altri cuori: l'amore, generato dalla purezza, non trattiene nessuno, in quanto la fiducia nell'amore di Dio porta inequivocabilmente e necessariamente ad un annuncio sconvolgente.
Chi annuncia la vita dello spirito è umile e convincente, come fu la Maddalena. Lei non avrebbe potuto convincere nessuno, con le sole parole, infatti la donna non era tenuta in conto dagli uomini del tempo "affar di donne" sarebbe stata, ma il suo sguardo, il suo attivarsi, il suo gioire, mentre gli altri la giudicavano una visionaria, convinse gli apostoli ad andare a vedere cosa era realmente successo al Sepolcro.
6. La resurrezione del figlio della vedova di Naim
La strada è tagliata dal gruppo dei personaggi: una fermata da effettuare per assistere ad un evento. Le persone che si sono fermate sono una donna e uno studioso. Chi fa parte dell'evento sono i portatori della lettiga, il ragazzo resuscitato e sua madre.
Le persone in movimento sono quelle convinte e gioiose dell'accaduto, quelle ferme denunciano una difficoltà nell'intendere, anche si trovano sulla traiettoria di Gesù; la fede testimoniata si propaga a macchia d'olio: ora vedi, ma non capisci, un giorno capirai, anche se non ha visto.
7. L'Assunzione di Maria

Il dipinto è sviluppato in verticale e in orizzontale; lascia molto spazio al paesaggio, rimandando al concetto di storicità dell'evento, perciò non ho privilegiato l'immagine gloriosa dell'Assunta, perché "l'assunzione" non sia intesa una verità solo teorica, discorsi di teologi e mistici, ma una verità di tutti, come vuole il nostro Credo. La gente semplice non capisce le parole complicate e le analogie, ma crede in ciò che è realmente accaduto, alla storia, e se non fosse così sarebbe un ingannare.
La ricchezza del cielo e l'estensione della terra dimostrano che in tutti i tempi la resurrezione della carne deve considerarsi il baluardo della nostra speranza. Infatti, i primi martiri hanno ricevuto forza dalla reale fede nella resurrezione di Cristo, come dice anche San Paolo nella seconda lettera ai Corinti, 15,14. La fanciulla con i fiori, il vecchio e il giovane sono personaggi che simboleggiano la diversa sensibilità dell'uomo davanti al dogma dell'assunzione: ci può essere l'emozione e la semplicità di una fanciulla; ci può essere il curioso e ragionevole dubbio della ricerca scientifica, così come c'è la serena sapienza del vecchio, che va ad onorare colei che, pur creatura come lui, ha lasciato ai suoi simili una promessa di Vita.
8. Il rapimento di San Paolo al terzo cielo

Il centro dell'opera non sono primariamente i personaggi, ma lo sfondo, ricco di piani e rilievi. Le figure angeliche centrali e in primo piano si sforzano di sollevare San Paolo; l’azione fisica degli angeli conferma la reale percezione di ciò che lui racconta, negando ogni tipo di suggestione da parte dell'apostolo delle genti: la sua salute spirituale, la sua solida dottrina contraddicono ogni pensiero di debolezza umana.
È condivisa da vari studiosi che Cristo abbia voluto iniziare la sua predicazione dai gentili, ossia dai non "chiamati", per dire subito che quel Messia, atteso da secoli dal popolo Ebraico, era realmente stato condannato da chi, invece, doveva riconoscerlo. Ucciso e risorto, il figlio di Dio vuole iniziare la predicazione dai gentili, sconvolgendo il modo di predicare degli Ebrei. Gli Ebrei predicavano un Messia politico, quindi, una persona che doveva risolvere i problemi degli Ebrei, che stavano sempre alla ricerca di una terra per vivere. L’impero Romano, esteso in quell’epoca fino al mondo allora conosciuto, si presentava, invece, davvero una cassa di risonanza per il messaggio divino.
I Pagani avevano un altro modo di annunciare i grandi messaggi all'umanità; se usavano la spada per uccidere, per sterminare, per distruggere, gli stessi pagani, convinti dell' unica verità, erano capaci di sterminare ogni menzogna, anche mettendosi contro le loro famiglie, cosa che invece non avveniva con gli Ebrei. Per gli Ebrei il racconto di padre in padre, se da una parte aveva garantito una certa fedeltà rispetto al messaggio originario, dall’altra, come si allontanava il grado di parentela tra i fratelli, ad esempio da Isacco e Ismaele (oggi capostipiti chi degli Ebrei e chi degli Arabi) si allontanava il sentimento paterno e fraterno e lo scopo stesso della venuta del Messia sulla terra.
La cecità di San Paolo, sulla via di Damasco, è stata da molti interpretata proprio come quella nuova luce che lo muoveva dal di dentro, riconoscendo nel Crocifisso quel Messia che i Profeti annunziavano.
La chiamata di Saulo ci conferma che il vangelo di Cristo non sarà mai incatenato e se sarà messo sotto accusa saprà farsi valere; si ricorda, infatti, come San Paolo, messo alle strette, è costretto a difendersi davanti ai tribunali pagani.
Gli angeli che precedono San Paolo verso il terzo cielo dimostrano la via aperta ad ogni uomo che si lascia toccare dai messaggeri di Dio.




